glénat italia

Forse è inevitabile vivere certe esperienze come parentesi fra qualcosa che si è fatto e qualcosa che si farà. Dopo L'Isola Trovata, e prima di quello che ci sarebbe stato, è venuta la Glénat Italia. C'erano tutti i presupposti per qualcosa che funzionasse: Jacques Glénat era un importante e dinamico editore francese, l'agenzia Quipos rappresentava autori di notevole importanza, Luigi Bernardi doveva fare da trait d'union e impostare la macchina editoriale. In più avevano un jolly: Lupo Alberto, un personaggio già molto popolare ma di cui s'imponeva il rilancio. L'esperienza fu tumultuosa, le vendite andavano bene, i rapporti meno. Quando Silver tolse il mandato alla Quipos e, di conseguenza, alla casa editrice, si capì che il futuro sarebbe stato complicato. Bernardi ne approfittò per staccarsi, vendette le sue quote e rimase come consulente. Alla fine, anche Glénat cedette, al gruppo Rizzoli, e lì capì di non avere fatto un affare ad andarsene prima. La sensazione di parentesi l'ha avvertita preparando il materiale per il sito. Aveva documentazione di tutto, tranne che della Glénat Italia, di cui mancano parecchie cose. E questo, forse, non è un caso.

(Se qualcuno dispone degli elenchi completi del pubblicato e ce li fornisce farà un favore all'associazione e alla completezza di questo sito.)
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