Quando Roberto Rocca, il proprietario delle edizioni Nuova Frontiera, mi offrì di curare l'edizione italia di Pilote, accettai d'istinto. Conoscevo Rocca perché collaboravo ad altre sue riviste, soprattutto conoscevo i fumetti della casa editrice Dargaud, e alcuni mi piacevano molto. In realtà, l'edizione italia di Pilote divenne poco più di un contenitore di storie a puntate. Però ebbi l'occasione di pubblicare qualche redazionale interessante e i fumetti di Bilal, Lauzier, Mézières, Blanc-Dumont, Tartempion e di tanti altri altri autori di grande talento, fra i quali uno dei miei preferiti: Régis Franc, straordinario narratore oggi ormai dimenticato. Qualche mese dopo, iniziò per me anche l'avventura di Orient Express: facevo entrambe le riviste da solo, era un impegno notevole cui si assommava la gestione complessiva della casa editrice L'Isola Trovata. Così non c'è da stupirsi se presto mi disamorai di Pilot, che abbandonai con il numero 12 della prima serie. Quando L'Isola Trovata e Orient Express si trasferirono a Milano, mi ritrovai coinvolto con i fumetti Dargaud in quel momento pubblicati in Italia da Sergio Bonelli. Fra l'altro, il nuovo Pilot lo faceva Tiziano Scalvi, proprio nella stanza accanto alla mia. |