Niente da capire

Il crimine fa notizia, indagano persino le trasmissioni televisive. Giornalisti, criminologi, sociologi, semplici cittadini, tutti si mettono a caccia di qualcosa da capire, del mistero. Un mistero che non esiste. Come già imputava Friedrich Dürrenmatt ne "La promessa" (citato nell’epigrafe del libro), ognuno tende a costruire un universo da dominare, ma questo universo è una menzogna che si sgretola sotto il peso della propria inconsistenza. Il mistero esiste soltanto come accalappiatore di audience, e i tredici racconti di Bernardi smontano il giocattolo e lo restituiscono nella sua nudità, tragica e impietosa.

Antonia Monanni è una magistrata inquirente, la vita privata vissuta nei ritagli di tempo, fra un delitto e un altro, i casi criminali che si susseguono a scandirne i giorni. Omicidi efferati che sono soltanto l’esito sanguinario di piccole beghe fra persone che hanno disimparato a vivere.

La collezione delle storie di Antonia Monanni è una sorta di almanacco della cronaca nera degli ultimi anni: storie vere più o meno trasfigurate, storie inventate, storie plausibili. Storie che non rassicurano perché imprevedibili, frutto di quella sconfinata fucina di crudeltà che è la mente umana. Un modo discorde di raccontare il crimine, l’anatomia di gesti senza ritorno che sono la pietra tombale del giallo, del noir e del mistero.

Perdisa Pop
pagine 144
€ 10
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