I tempi stanno per cambiare

Regia di Luigi Bernardi e Rosario Palazzolo
con Monica Andolina, Delia Calò, Rosario Palazzolo, Anton Giulio Pandolfo, Giada Robbiano.
Musiche originali: Francesco Di Fiore.
Luci: Valeria Di Matteo.


Un’umanità che piange e ride col medesimo ghigno, una realtà in bilico fra due tempi: uno che inesorabilmente continua a proseguire sulle macerie che ha generato, e un altro svilito alla reiterazione di rituali edificanti.
Da un lato, c’è la guerra, con le sue bombe, i suoi morti, le sue emergenze. E una ragazza che ha perduto ogni cosa, tranne la voglia di raccontare.
Dall’altro, vive uno spazio chiuso, impermeabile al mondo esterno. Lì qualcuno perpetua il rito sconsiderato dell’educazione alla normalità.
In mezzo, resiste un palcoscenico, mai come in questa occasione elemento simbolico capace di sollecitare la sfida e proporre una storia che comprende e riguarda tutti quanti noi.

I tempi stanno per cambiare è uno spettacolo allucinato, unisce la sobrietà alla farneticazione, la penombra alle luminarie, il pathos alla degenerazione, la melodia al disturbo. Occorre del tempo per capire che le due storie che si sviluppano davanti agli spettatori sono parti della stessa vicenda. E quando lo si capisce, si pretenderebbe il contrario. Si vorrebbe avere assistito a una rappresentazione drammatica singolarmente alternata a un’opera buffa, una sorta di sfida a ping-pong che la presenza di due scrittori-registi autorizzerebbe a pensare.
Si vorrebbe tenerle staccate, quelle due storie, leggerle nell’autonomia drammaturgia che pure possiedono, consumarle e digerirle così come appaiono. E invece no: in un potente e inatteso ribaltamento di prospettive, quello che sembrava un gioco burlesco si smaschera come una storia complessa e articolata, insinuante e beffarda come la più inappellabile delle condanne.

Premio Vigata 2007
Miglior attrice: Monica Andolina, Delia Calò, Giada Robbiano, con la seguente motivazione: "Una originale scrittura di scena e drammaturgica mette a confronto figure di donne e personalità attoriali dissimili e affascinanti. Da una parte un serrato monologo cui Monica Andolina dà risonanze ancestrali da Medea ferita, immedicabile, dall'altra Delia Calò e Giada Robbiano stilizzano due figure di ziette-zitelle da incubo balthusiano, in una perfetta armonia di ritmi e gesti che trova nell'incontro finale delle tre donne un momento di fertile dissonanza recitativa da lancinante teatro dell'espressione vocale e corporea".

Premio Oltreparola 2007
Premio della critica al testo: I tempi stanno per cambiare di Luigi Bernardi e Rosario Palazzolo, con la seguente motivazione: "Cupo e disperato, il testo descrive con lucidità una condizione a venire e riesce a creare, teatralmente, alcune situazioni potenzialmente grottesche ma con un'anima struggente e vera, dotate dell'urgenza e della profondità necessarie per toccare questioni dolenti e vive".

La Compagnia del Tratto
2007
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recensioni
teatro
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