Volevo solo ammazzarne venti

Regia di Alessio Bertoli & Barbara Forlai

Con Barbara Forlai.
Visual artist Giulia Calia.

Vedi un trailer qui.

Note di regia

Volevo solo ammazzarne venti, monologo teatrale scritto da Luigi Bernardi, quando mi è stato proposto dall’ attrice Barbara Forlai (protagonista dello spettacolo) ha suscitato in me una sensazione strana: conoscendo l’autore per il suo, che è anche il mio, amore per il noir – anche se lui sostiene di “ non scrivere noir” -, la curiosità per la lettura del testo è stata immediata perché il titolo poteva anche far pensare ad un cambio di genere (grottesco? Quasi comico? Volevo SOLO ammazzarne venti!!!!). E’ stato sufficiente che leggessi una sola riga per comprendere che in Volevo solo ammazzarne venti non c’è proprio nulla da ridere! Come non c’è mai nulla da ridere nella cronaca nera, quella vera, quella che rimane ai margini di tutto, che quasi mai arriva nella “scatola televisiva” che invece spettacolarizza, con plastici e affascinanti congetture di presunti profiler navigati, crimini che diventano il pasto quotidiano dei media per un pubblico degno del Colosseo dell’antica Roma, che adora il gore, la telecamera che entra, cinematograficamente, nelle case dei sopravvissuti ad un crimine efferato che diventano, spesso, inconsapevoli vittime anch’esse di un sistema che deve sbattere necessariamente il mostro più mostro in prima pagina. In prima serata.
Il teatro ha soprattutto il dovere sociale di raccontare, di porgere al pubblico delle storie senza necessariamente “dover spiegare” o “fornire risposte”, “soluzioni” ma piuttosto nuove domande. Necessarie “provocazioni”.
Questo abbiamo tentato di far accadere in “Volevo solo ammazzarne venti”. Uno spettacolo “forte” che non vuole “premeditatamente e gratuitamente” disturbare il pubblico nella sua “messa in scena” ma, piuttosto, farlo tornare a casa e riflettere, come dice lo stesso autore in un suo saggio (“Il Male Stanco” - alcuni omicidi quotidiani e quello che ci dicono-) : “È arida la scienza quando si mette a spiegare perché le madri uccidono i loro bambini, scheletrica quando delinea quadri clinici sempre più circostanziati, inutile quando non sa prevedere il gesto fatale. È arida, scheletrica, inutile, ma forse lo stesso necessaria.”
Uno spettacolo “dentro la mente frammentizzata” di una donna sulla quale è calato “un buio definitivo” dopo una vita “sporca, rumorosa, violenta, traboccante di abusi” che l’hanno portata a compiere un gesto tremendo.
Tutto ciò che vedrete, dalle straordinarie e “ossessive” immagini “di fondo” della visual artist Giusy Calia che si fondono al racconto, “terribilmente lineare e lucido” della protagonista, insieme a “movimenti scenici” di sei performers “senza voce”, sono tasselli “malati” di una personalità contaminata che si muove imprigionata in uno spazio scenico vuoto, dentro un cerchio di luce che la racchiude fin dall’inizio e che, forse, è la sua stessa mente. La sua personalità. O forse i “suoi luoghi oscuri”. O altro ancora….
Dire di più sarebbe difficile e superfluo: bisogna vedere, ascoltare, entrare dentro, farsi risucchiare da uno spettacolo (in prima assoluta per un’opera allestita e rappresentata, per la prima volta, alla Casa del Teatro Asti di via Goltieri 1/a) “multimediale” che non risparmia emozioni forti allo spettatore senza mai cadere, grazie soprattutto alla forza del testo di Luigi Bernardi, nell’oscenità gratuita ma, piuttosto, accompagnandoci in un labirinto mentale necessario, un labirinto che dobbiamo attraversare per avere uno spaccato, una crepa di questo millennio malato e luccicante di una follia che è intorno a noi, qualcosa che all’inizio è piccolo, quasi un granello ma, addentrandoci verticalmente in Essa, diventa un liquido che s’addensa e diventa melma che inghiotte senza fondo.
Un’attrice coadiuvata in scena da sei validi permormers per un viaggio dentro un’oscurità che all’inizio ci pareva solo letteraria e, logicamente, teatrale ma che oggi diventa anche una lettura di avvenimenti della cronaca drammaticamente attuali.

Alessio Bertoli

Casa del Teatro Asti
2013
 > scheda
teatro
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