search ASSOCIAZIONE CULTURALE LUIGI BERNARDI
L'Isola Trovata
Luigi Berbardi: editore

Raccontare L'Isola Trovata è tutt'altro che semplice. L'unica definizione capace di sintetizzarne l'esistenza è quella di una casa editrice che "andava facendosi". Cominciò come società di persone che si conoscevano da appena qualche mese, alcuni soci uscirono, altri entrarono, a un certo punto Bernardi rimase da solo e poi arrivò Sergio Bonelli prima con la proposta di diventare lui socio, e poi con quella di portare tutto a Milano. A Milano ci andò, ma quello che poteva diventare un fenomenale trampolino di lancio finì con il rilevarsi un'esperienza che lo travolse. Le cose fatte - i libri, la rivista Orient Express, le operazioni extra editoriali con Panebarco e Cavezzali - comunque rimangono.

La quotidianità de L'Isola Trovata è stata vissuta, fra gli altri e in tempi diversi, anche da: Stefano Federici (socio e primo art director), Renato Queirolo (secondo art director), Maria Baitelli, Giorgio Beltramo, Elisabetta Bioletto, Sergio Bonelli, Mauro Boselli, Decio Canzio, Lelella Castellini, Giorgio Cordone, Cristina D'Antonio, Dano Turrini, Ilde Turrini e Anna Ventura, oltre a tutti gli autori e i collaboratori più o meno saltuari. Gli autori li trovate in catalogo, fra i collaboratori ricordiamo almeno: Graziano Frediani, Diego Gabutti, Renato Genovese, Laura Messora e Renata Tuis.

Pubblicazioni

Le collane di libri

Ha sempre pensato che il fumetto debba stare in libreria, che abbia regalato opere che hanno la stessa dignità di un romanzo o di un saggio. Per questo si è sempre ostinato a impostare collane librarie, perché il fumetto confinato nelle edicole (o nelle fumetterie, come avviene oggi) è un prodotto naturalmente di consumo diverso. L'Isola Trovata ci provò in tutte le maniere, e non sempre ce la fece. Gli ostacoli distributivi erano enormi, le proposte non sempre azzeccate. Ma se il fumetto è riuscito, nonostante tutto, a mantenere uno spazio fra gli scaffali delle librerie, un po' lo si deve anche a lei.

Le collane di periodici

Limitarsi alla pubblicazione di qualche libro era una scelta che non portava da nessuna parte. L'Isola Trovata, per sopravvivere prima e lanciarsi a livello internazionale poi, aveva bisogno di produrre nuovi autori e nuove storie. L'unico modo per farlo era pubblicare una rivista. Orient Express nacque così, come una strategia che aveva tutto il sapore della scommessa. Andò bene e andò male, come scrisse qualche anno dopo la sua chiusura, il modo migliore per raccontare la grandezza e i limiti di una rivista molto più amata che acquistata.